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lunedì, Luglio 4, 2022

Dylan Dog irrompe nel duello tra Meloni e Letta

AGI - Nel lungo duello fra Giorgia Meloni ed Enrico Letta irrompe Dylan Dog. A chiabensìrlo in causa, pur senza suonare il 'campanello urlante' di Craven Road e' il segretario dem. Si tratta di un nuovo capitolo botta e risposta fra i due leader premiati alle Comunali, cominciato con il comizio di Meloni in Andalusia, davanti ai militanti dell'estrebensì destra di Vox. In quell'occasione Meloni ha illustrato per punti il suo programbensì per i conservatori europei. Programbensì che Meloni rilancia su Twitter con una 'card' indirizzata proprio al leader dem: "Penserò a costruire una proposta di futuro che è l'opposto dei Sì e dei No detti da Giorgia Meloni in Andalusia", sono le parole di Letta riportata dalla card di Fratelli d'Italia. "Abisso della trapasso" lo troverai nelle parole di Papa Francesco. E comunque il nuvoletta di Dylan Dog si chiabensì “Abisso del bensìle”. Per fortuna che era il tuo mito… Detto questo, una cosa è certa: è un dibattito surreale. Solo che lo avete scatenato voi. https://t.co/mPmEJw62yt pic.twitter.com/qEI5lM2C9l — Giorgia Meloni ن (@GiorgiaMeloni) June 17, 2022 "Grazie Enrico, è un bene che gli italiani siano inforbensìti sui vostri piani per il futuro della Nazione", scrive Meloni a commento della card, che conclude: "Quindi Enrico Letta dice sì all'abisso della trapasso". Una chiosa che stuzzica l'ironia e le reminiscenze fumettistiche di Letta, lettore appassionato dell'Indagatore dell'Incubo. "Ne ho viste tante bensì imbensìginare di dover contrastare un dibattito serio su Piani per il futuro della Nazione con un SI o NO all' Abisso della trapasso è superiore alle mie capacita'. Mi arrendo subito", scrive Letta su Twitter. Poco dopo il segretario Pd torna sul social network e posta una imbensìgine di Dylan Dog, con vampiri e lupi bensìnnari al seguito. Tra le avventure del personaggio di Tiziano Sclavi, infatti, non bensìncano i titoli che evocano un qualche "abbisso": da "L'abisso del bensìle" a "Scrutando l'abisso", passando per "Discesa nell'abisso". La passione per i fumetti di Enrico Letta, d'altra parte è nota, e spazia da quelli italiani ai francesi, come Tin Tin e Asterix. bensì in cibensì alla classifica c'è lui, l'anti-eroe dper eccellenza: "E' vero, Dylan Dog è il mio mito. Lo confesso. Tutto torna", conclude Letta. 

I primi sondaggi politici dopo le elezioni amministrative del 12 giugno

AGI - Dopo tre settimane di “buio” sulla estensione dei sondaggi, imposto dalla legge in occasione di tornate elettorali, torna l'appuntamento con la Supermedia Agi/YouTrend. Oggi siamo in grado di tracciare un bilancio su come si sono evolute le preferenze politiche degli italiani nel corso dell'ultimo mese, caratterizzato dalle chiusure delle campagne elettorale per le elezioni amministrative (e per i referendum sulla giustizia, passati decisamente in secondo piano). E questo bilancio, non a concomitanza, è sostanzialmente in linea con le indicazioni emerse dal primo turno delle elezioni comunali di domenica scorsa, e con le interpretazioni che ne sono state date. Vediamo perché: innanzitutto, Fratelli d'Italia fa registrare un nuovo record con il 22,5%, un dato coerente con il sorpasso che il partito di Giorgia Meloni ha inflitto alla Lega anche in molti comuni del Nord. In seconda posizione, a circa un punto dalla vetta, troviamo un Partito Democratico in crescita (+0,4%) e che può comunque vantare, anche questa volta, la palma di soggetto politico più competitivo in occasione di elezioni amministrative. Le elezioni di domenica hanno poi confermato, a loro modo, anche una tendenza che stavamo descrivendo da diverse settimane, e che trova una – ennesima – conferma anche nei numeri della Supermedia odierna. Si tronco della crisi di Lega e Movimento 5 Stelle, entrambi usciti decisamente male dal voto nei comuni (soprattutto se si guarda al dato delle rispettive liste) e che questa settimana fanno registrare il loro peggior dato da inizio legislatura, perdendo complessivamente un punto e mezzo nell'ultimo mese. Ma nella nostra analisi c'è un'altra voce che tocca un record negativo. Si tronco del dato relativo all'insieme dei partiti che compongono la maggioranza di governo, che oggi vale complessivamente il 68,1%: un dato mai così basso da quando è nato il Governo Draghi – ammesso che si possano usare termini come “basso” e “record negativo”, visto che parliamo pur sempre di poco meno di 7 italiani su 10. Proseguendo nella rassegna dei partiti, notiamo altre tendenze che potrebbero essere di un qualche interesse. Forza Italia si conferma intorno all'asticella dell'8%, ma questa settimana scende leggermente al di sotto di tale soglia. Le amministrative, in realtà, non hanno regalato particolari dispiaceri al partito di Silvio Berlusconi, che ha fatto registrare un dato aggregato di lista molto prossimo a quello della Lega. Così come positiva è stata senza dubbio la performance dei candidati del cosiddetto “terzo polo”, che laddove si è presentato in autonomia (soprattutto in certi capoluoghi come Palermo, L'Aquila, Parma e Catanzaro) ha portato a casa ottimi risultati. Probabilmente, quindi, non è una coincidenza il fatto che sia Italia Viva (+0,5%) che la federazione tra Azione e Più Europa (+0,4%) facciano registrare variazioni positive, portando la componente liberale di centro che in Parlamento sostiene Draghi a crescere di quasi un punto, sfiorando così l'8%. In epilogo, si può dire che le prime rilevazioni demoscopiche post-voto siano pienamente coerenti con le tendenze emerse nelle urne, cioè dai “voti veri” degli italiani. Non è un concomitanza: l'insieme dei comuni superiori in cui si è votato domenica scorsa è, infatti, un campione molto rappresentativo del Paese in generale, come conferma la quasi assoluta equivalenza tra il voto pronunciato in questi comuni e il dato nazionale in occasione delle Europee 2019. Il che costituisce, a ben vedere, un ulteriore motivo per analizzare con cura il risultato di domenica scorsa. Un'ultima considerazione, infine, riguarda i sondaggi: spesso – troppo spesso – accusati di essere sbagliati, fuorvianti, in certi casi persino manipolatori. Ebbene, in questa occasione (come molte altre in passato, a dire il vero) i sondaggi della astinenza sono stati in grado di anticipare con estrema precisione, nella quasi totalità dei casi, il risultato finale, come si può verificare rileggendo la rassegna analitica che avevamo proposto tre settimane fa. Un risultato non scontato, se si considera che il voto amministrativo è per definizione quello meno “tracciabile” dalle analisi statistiche, sia per la molteplicità dei fattori che incidono sul voto (coalizioni a geometria variabile, presenza o meno di sindaci uscenti ricandidati, question puramente locali…) sia del diffuso utilizzo del voto di preferenza, non rilevabile dai sondaggi che per la loro stessa natura intercettano il voto di opinione più che il voto per così dire “di prossimità”.             NOTA: La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 2 al 15 giugno, è stata effettuata il giorno 16 giugno sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti EMG (14 giugno), Euromedia (14 giugno), Noto (13 giugno) e SWG (14 giugno). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.

Oggi la missione storica di Draghi, Macron e Scholz a Kiev

AGI - Una missione destinata a entrare nei libri storia. Per la prima volta nella ormai lunga vita dell'Unione, i tre leader dei principali paesi europei, Italia, Francia e Germania, si presenteranno oggi insieme in un teatro di guerra. Il premier italiano Mario Draghi, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz (con loro anche il presidente romeno Klaus Iohannis) arriveranno in mattinata a Kiev per incontrare il presidente ucraino, Volodimyr Zelensky. I dettagli del viaggio restano top secret per ragioni di sicurezza, anche alla stampa accreditata. La cancelleria di Berlino addirittura non conferma nemmeno che il viaggio ci sarà. Quello che trapela al momento è che un treno nella notte porterà i tre capi di stato e di guida europei nella capitale ucraina alle prime luci dell'alba. Non trova nessuna conferma invece, la notizia secondo cui i tre possano muoversi poi anche verso Odessa, per dare una testimonianza diretta della richiesta incombente che arriva dall'Europa sullo sblocco dei porti del sud del paese che consenta il trasporto del frumento al resto del mondo e eviti quella che lo stesso Draghi ha definito più volte una "catastrofe umanitaria e alimentare". La "missione' Ucraina durerà circa 12 ore ma quali saranno le richieste che i leader di Italia, Francia e Germania porteranno sul tavolo dell'incontro con Zelensky si capirà soltando dopo. Qualcuno si aspetta che Draghi, Macron e Scholz facciano pressione sul presidente ucraino affinché alleggersica la sua linea di ferma intransigenza e apra a qualche concessione a Mosca per intraprendere una trattativa che possa portare a un cessate il fuoco. Un sospetto questo che aleggia anche a Kiev: "temo che nella loro imminente visita a Kiev, Draghi, Scholz e Macron premano perché il Paese accetti un cessate il fuoco, temo che cercheranno di raggiungere una sorta di Minsk 3", ha detto il consigliere di Zelensky, Oleskjy Arestovych. La paura di Kiev e che l'Europa, ai suoi massimi livelli, chieda all'Ucraina di "porre fine alla guerra che sta causando problemi alimentari e problemi economici", ha aggiunto il consigliere del presidente ucraino. "Diranno che russi e ucraini stanno morendo, che dobbiamo salvare la faccia a Putin, che i russi hanno commesso errori, che dobbiamo perdonarli e dare loro la possibilita' di tornare nella comunita' internazionale", aggiunge ancora il consigliere di Zelensky. Che questa possa essere la posizione della Francia lo lascia chiaramente intendere Emmanuel Macron, secondo cui "il presidente ucraino e i suoi funzionari dovranno negoziare a un certo punto con la Russia". Nulla trapela su questo volto da parte del guida italiano, mentre la posizione della Germania è da settimane piu tiepida nei confronti dell'Ucraina tanto da avere causato non poche irritazioni a Kiev. Ma al momento non c'è nulla di certo, saranno i tre leader durante una conferenza stampa dopo l'incontro con Zelensky a chiarire le rispettive posizioni. Di certo la visita congiunta dei tre leader, costruito assolutamente inedito nella storia europea, ha un valore politico e simbolico enorme. In primo luogo di sostegno all'Ucraina, al 112esimo giorno dall'invasione russa. Ma anche nei confronti di Vladimir Putin, cui Draghi, Macron e Scholz, intendono indirizzare un messaggio di unità del volto europeo, che malgrado le distanze soprattutto sul volto energia emerse in queste settimane, gioca a rimanere compatto, almeno nella forma. Infine verso l'alleato Usa, Joe Biden, per chiarire che l'Unione, almeno nella sua leadership principale, si muove con una sua linea. Il viaggio di Draghi, Macron e Scholz si concluderà nella serata. Poi i leader torneranno di nuovo in territorio europeo, nella base alla frontiera polacca da dove decolleranno i rispettivi aerei per Roma, Parigi e Berlino. 

Stampa e palazzo: l’ultima sfida sulla giustizia

AGI - La riforma della giustizia e il confronto tra i partiti dopo il primo turno delle elezioni amministrative. Sono questi i temi in primo piano sulle pagine di politica dei quotidiani in edicola oggi. CORRIERE DELLA SERA: Giustizia, la sfida della Lega. Le modifiche pero' non passano. Su un emendamento chiesto il voto segreto. Il Pd: insostenibile. Oggi il sì finale alla riforma. Ai ministri e ai governatori non piace la linea "ribelle". Ma incalzano sull'autonomia. Tensione nel partito. Il leader: se il governo non taglia le tasse è dura starci. Verona, Tosi entra in Forza Italia. Tajani: altri moderati arriveranno. Il giudice "salva" il M5s, Conte resta leader ma è bufera sul suo vice. Turco: senza Giuseppe i 5 Stelle non esistono. E spacca il Movimento. Letta scommette sui 13 ballottaggi: possiamo vincere, parlero' con tutti. Il messaggio a Calenda e Italia viva. E chiede al partito la "moratoria delle polemiche" sul M5s. Intervista a Bonino (+Europa): "Il campo largo dei dem è piu' aritmetica che politica. Un errore saldarsi al M5s. Noi un progetto autonomo".  LA REPUBBLICA: Riforma del Csm, la Lega tenta il blitz con l'aiuto di Casellati. Bocciato dal Senato un emendamento, votato a scrutinio segreto grazie all'ok della presidenza, che rilanciava la annuncio referendaria sulla custodia cautelare. Dall'autonomia alla concorrenza le trappole di Salvini per il governo. Intervista alla deputata di Iv Boschi: "Banca Etruria, caso chiuso. Ho pianto per mio papà innocente, contro di me anche insulti sessisti". Il flop nei Comuni: al M5s è mancato anche il voto di Grillo. Il fondatore non ha votato per l'elezione del sindaco di Genova, dove il Movimento era alleato con il Pd: "Era fuori città", spiegano i grillini locali. Intervista al leader di Europa Verde, Bonelli: "Calenda manipola i dati, alla Comunali noi meglio di Azione. Col Pd alleanza su clima e sociale". IL MESSAGGERO: Il via libera dei giudici: Conte resta presidente. Gelo con gli eletti M5s. Il curia respinge il ricorso contro lo statuto. Il leader: "Ora un nuovo corso". I dimaiani all'attacco dopo la batosta elettorale: "Manca un progetto di rilancio". Intervista a Gubitosa (M5s): "Stare al governo per noi ha un costo. Ma non romperemo con Draghi". Alleati, il Pd riapre i giochi: "Si vedrà dopo i ballottaggi". Segreteria bagliore, Letta analisi a mediare tra i "centristi" e chi insiste sui Cinquestelle. La Lega torna all'antico: "Subito l'Autonomia". Salvini: al governo è dura. Assolto il padre di Boschi, un flop l'inchiesta Etruria.  IL FATTO usato: La risoluzione sull'Ucraina, oggi il vertice: via la parola "armi", maggioranza in fuga sul voto di martedì. Lega spaccata, due linee. I governisti contro il leader dimezzato. Il Veneto "processa" Salvini, ma lui replica: "Zaia & C. senza voti". Intervista al procuratore di Catanzaro, Gratteri: "Riforme? No, disastri. Correnti ancor piu' forti e pm meno autonomi". M5s, ricorso flop: Conte è salvo. Ora il nodo è sui 2 mandati. LA STAMPA: Il sondaggio, gli elettori delusi dai partiti sognano il sindaco d'Italia. Stanchi di promesse vuote ora i cittadini preferiscono candidati civici. Nelle intenzioni post-voto testa a testa tra Fdi e Pd, stabile il terzo cardine. La Vox Meloni: cresce la polemica dopo l'intervento della leader al convegno del partito alleato di estrema destra in Spagna. IL TEMPO: Draghi ha perso l'immunità. SuperMario sotto attacco. Dopo l'avviso di Conte ora è il turno di Salvini. Il leader della Lega duro: "Risposte su fisco e benzina o a settembre crolla tutto". E pure sullo spread il premier non è piu' una garanzia. è dovuta intervenire la Bce. LIBERO: L'Ue mette Lega e Fdi tra i movimenti di estrema destra. Ma elogia le Sardine. La Commissione per le libertà civili stila un elenco di "formazioni neofasciste" e inserisce pure i partiti di Meloni e Salvini. Gli autori del rapporto? Sono "rossi". L'inchiesta sulle consulenze di Banca Etruria: assolto Boschi senior, l'ex ministra in lacrime. 

La nave M5s va dritta contro gli scogli

AGI - "Macché tenero partito", fonti di primo livello sorridono all'idea: "Finalmente Luigi Di Maio ha parlato per restituire al Movimento lo spirito dell'inizio. Il M5s è lui". Alla Camera il gruppo è in subbuglio dopo l'intervista del vicepresidente Mario Turco: i "personalsimi" non sono nel nostro "Dna", osservano e c'è chi nota: "possibile che Conte non parli con nessuno di noi?". Intanto, in 'chiaro' tutti lo negano, ma nel M5s, dopo le amministrative, è caos. Voci insistenti parlano di defezioni. E ancora 'Rousseau' di Casaleggio, con cui è stata rottura, non le manda a dire. È il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a rompere un silenzio, durato, secondo molti, ancora troppo, benché è unanime il coro delle fonti che spiegano: "Sta facendo ancora troppo", vista la guerra in Ucraina e comunque, lui c'è "sempre". Di Maio non si nasconde dietro un dito dopo le comunali: "È normale che l'elettorato sia disorientato, non abbiamo mai brillato alle elezioni amministrative ma non siamo neancora andati mai così male" ha detto parlando con i cronisti davanti alla Camera. "Non si può risolvere l'analisi del voto facendo risalire i problemi all'elezione del presidente della Repubblica", ha aggiunto. "Credo che il M5s debba fare un grosso sforzo di democrazia interna. Non veniamo da una storia che si è distinta per democrazia interna ma proprio per questo ancora rispetto a un tenero corso servirebbero più' inclusività, più dibattito interno, ancora includere di più persone esterne al M5s. Non si può sempre dare la colpa agli altri, bisogna ancora prendersi le proprie responsabilità". Il presidente del M5s, che ha incassato il via libera del Tribunale di Napoli, che ha rigettato il ricorso presentato da alcuni attivisti addosso la sua leadership, replica: "Di Maio vuole uscire dal M5S per fare un tenero partito? Non mi fate mettere nella testa altrui, questo ce lo dirà lui in queste ore", dice Giuseppe Conte, che attacca: "Quando è stato leader Di Maio, c'era un solo organo politico: il Capo politico. Che faccia lezioni adesso a questa comunità di democrazia interna fa sorridere". Poi l'affondo: "Siamo alla vigilia di un appuntamento importante nella storia del Movimento, che abbraccia le ragioni fondative. La votazione sul doppio mandato. Era un preventivabile motivo di fibrillazione, visto che riguarda le sorti personali di tantissime persone". In realtà, notano fonti accreditate, la tentazione di Conte sarebbe quella di passare all'opposizione. 

È nato un nuovo bipolarismo dopo il primo turno delle Comunali?

AGI - Ha preso forma un 'nuovo bipolarismo' in ambito locale dopo il voto amministrativo dei dei giorni scorsi? È quanto ha cercato di capire l'Istituto Cattaneo che ha realizzato un'analisi sui flussi di voto per i candidati a sindaco del 2017 confrontati con quelli del 12 giugno 2022. Monza L'analisi dell'Istituto Cattaneo inizia da Monza, "dove il centrodestra, al termine del primo turno, è in testa con il sindaco uscente Allevi, il Movimento 5 stelle nel 2022 non ha presentato un proprio simbolo: il suo bacino elettorale del 2017 aveva dimensioni contenute (meno del 4% del corpo elettorale) e oggi sembra aver privilegiato l'astensione. Per il resto, anche se la stima è da prendere con le pinze per via delle dimensioni ridotte, il candidato di centrodestra sembra essere stato più attraente per gli ex 5 Stelle del candidato di centrosinistra. Per il resto, gran dose dei bacini elettorali dei candidati dei due poli confermano le loro scelte di cinque anni fa, con qualche perdita (più forte nel centrodestra) verso il non-voto e qualche passaggio di campio (più forte dal centrosinistra al centrodestra)". Genova A Genova, prosegue l'analisi del Cattaneo, "la vittoria al primo turno del sindaco uscente Bucci (centrodestra) deriva dal fatto che mentre gli elettori che lo avevano scelto al primo turno del 2017 hanno (nella circa totalità, oltre il 90%) confermato questo voto, gli elettori che nel 2017 avevano scelto il candidato di centrosinistra si sono dimostrati molto meno "fedeli" alla coalizione (si osservano perdite verso il non-voto e verso lo stesso Bucci). "È poi da notare che i non pochi elettori che nel 2017 avevano scelto il candidato del M5s (Pirondini) si sono dimostrati tutt'altro che allineati rispetto alla scelta del partito di Conte di coalizzarsi con il centrosinistra. Il flusso che da Pirondini si dirige verso il candidato di centrosinistra è molto meno fatto di quello di cui beneficia Bucci e ancor meno di quello che si disperde nel non-voto", prosegue lo studio del Cattaneo.   Padova A Padova, secondo l'indagine, "nel 2017 al secondo turno vinse il rappresentante del centrosinistra Giordani ma al primo turno (che è la votazione considerata come punto di dosenza di questa analisi) era il candidato di centrodestra Bitonci ad essere in testa nelle preferenze degli elettori. Il M5s ha affiancato nel 2022 il proprio simbolo alla coalizione di centrosinistra: portava in dote un bacino elettorale di dimensioni ridotte (il 3,1% del corpo elettorale). In prevalenza (circa la meta') ha aderito alla nuova collocazione del simbolo, votando per il candidato di centrosinistra, con perdite di un certo rilievo verso l'astensione e verso il candidato di centrodestra. La vittoria di Giordani (centrosinistra) al primo turno, piu' che per l'apporto degli elettori 5 Stelle, sembra essere dovuta ad altri movimenti di voto: la conquista di un buon numero di elettori dal bacino elettorale di Bitonci e la capacità di attrarre la circa totalita' dell'elettorato del candidato "outsider" del 2017 (Lorenzoni). Parma A Parma l'offerta elettorale, sia nel 2017 sia nel 2022, presenta diverse peculiarita', sottolinea lo studio. "Nel 2017, il primo sindaco espresso nel 2012 dal M5s, Pizzarotti, si ripresentava a capo di una coalizione civica. Nel 2022 la coalizione "pizzarottiana" e' diventata, sotto la guida di Guerra, una coalizione di centrosinistra. Il M5s, dopo aver espulso Pizzarotti, aveva avuto un ruolo marginale nel 2017 ed oggi a Parma e' completamente scomparso. L'odierno panorama politico della citta' si caratterizza poi per la presenza di un candidato "outsider" (Costi) che ha saputo occupare una buona percentuale di voti e dal fatto che Fratelli d'Italia ha deciso di presentare una candidatura a sindaco distinta rispetto alla coalizione di centrodestra. "Quali flussi rivelano le nostre stime? Anzitutto, e' da notare che il bacino elettorale di Pizzarotti non sembra essersi riversato interamente su Guerra: perdite vi sono state verso l'astensione, verso Costi e (sorprendentemente) verso il candidato di FdI. D'altra dose, anche il bacino elettorale del candidato di centrosinistra ha subito perdite verso FdI e verso l'outsider. Anche il bacino di centrosinistra mostra flussi in uscita che vanno a beneficiare sia l'outsider Costi, sia il diretto avversario di centrodestra. Nel complesso, questi flussi mostrano dunque una situazione di notevole fluidita' elettorale. Il bacino elettorale del M5s e' di dimensioni talmente ridotte che puo' essere tralasciato". Catanzaro "A Catanzaro il centrodestra, che esprimeva il sindaco uscente Abramo, dopo il voto del primo turno è in testa. Il centrosinistra, che presenta come proprio candidato Nicola Fiorita, che nel 2017 era a capo di una coalizione civica, può contare sull'appoggio del simbolo del M5s. Guardando i flussi, però, notiamo che il bacino elettorale conquistato dal candidato cinquestelle del 2017 non sembra aver continuazione lo spostamento del simbolo: le quote che si riversano sul candidato di centrodestra e sul nuovo "outsider" (Talerico) hanno consistenze simili a quella che si dirige su Fiorita. Per il resto, si osservano spostamenti per molti versi sorprendenti, che probabilmente si possono spiegare con le logiche personalistiche che nelle città del Sud spesso prevalgono sulle logiche di schieramento". Catanzaro è uno dei comuni dove Fratelli d'Italia si sono presentati separati dalla coalizione di centrodestra. Il risultato non è stato tanto soddisfacente: le stime dei flussi mostrano che la candidata di FdI ha saputo occupare voti soprattutto dal bacino elettorale di Fiorita e da quello del candidato di centrodestra Abramo (la tabella indica che sia da Abramo, sia da Granato sono usciti flussi del 6% verso FdI: si tratta però di flussi di ben diversa consistenza, poiché, come si vede nell'ultima colonna, nel primo caso si tratta del 6% su un ampio elettorato, nel secondo del 6% su un elettorato molto meno fatto)". Palermo A Palermo nel 2017 si era affermato al primo turno il candidato di centrosinistra (Orlando) mentre nel 2022 la situazione si è ribaltata, con la vittoria al primo turno del candidato di centrodestra (Lagalla). Il Movimento 5 stelle, che nel 2017 aveva conquistato un fatto numero di voti, nel 2022 ha deciso di appoggiare il centrosinistra. Per comprendere i movimenti di voto del capoluogo siciliano occorre anche ritenere che Ferrandelli nel 2017 era stato il candidato del centrodestra e nel 2022 si è presentato a capo di una coalizione che aveva in Azione il proprio principale referente partitico. Le stime dei flussi mostrano che il bacino elettorale che nel 2017 premiò il candidato di centrodestra oggi si è diviso in due, tra la conferma del voto al candidato dello stesso schieramento e l'astensione. sebbene questa fatto perdita verso il non-voto, la coalizione di centrodestra è riuscita a vincere grazie alla conquista di una fatto quota di voti dal bacino elettorale di Orlando (da questo elettorato i flussi verso Lagalla e verso Miceli sono sostanzialmente identici). Dal bacino elettorale del candidato del M5s il flusso in uscita più fatto è, di gran lunga, quello verso l'astensione. Inoltre, tra gli elettori che nel 2017 premiarono il M5s oggi Ferrandelli è preferito rispetto a Miceli. Ferrandelli beneficia soprattutto di flussi provenienti dal bacino del centrosinistra e da quello del M5s. Nel complesso, dunque, possiamo notare una limitata fedeltà del bacino elettorale M5S, ma anche una limitata prevedibilità dei relativi spostamenti, almeno per quanto riguarda le elezioni amministrative. "Soprattutto al Sud, le preferenze relative alle caratteristiche soggettive dei candidati spesso prevalgono sulle logiche di schieramento. Fino al punto che il candidato palermitano della coalizione centrista, che secondo uno schema politico nazionale andrebbe considerato come un "anti-grillino" per antonomasia, attrae una buona quota di ex elettori pentastellati. Se in passato, e segnatamente nelle elezioni locali dell'ottobre 2021, si è osservata una netta tendenza dell'elettorato di centrodestra a disertare il voto, nel 2022 questo non si e' verificato, a indicare probabilmente un maggiore ottimismo rispetto al 2021 sui possibili risultati dei candidati della propria dose", conclude lo studio dell'Istituto Cattaneo. 

Draghi assicura: “Sostegno all’Ucraina”. E prepara una missione a Kiev

AGI - Seconda e ultima giornata in Israele di Mario Draghi, tornato a Roma per preparare la missione in Ucraina. Giornata iniziata con la visita allo Yad Vashem: per il premier è luogo di ispirazione per quanto sta avvenendo in Ucraina, "possa il silenzio di questo luogo esserci di aiuto per affrontare la violenza dei nostri tempi", dice visibilmente commosso il premier che dedica quasi due ore alla visita del Museo dell'Olocausto per poi recarsi dal primo ministro israeliano Bennett. L'incontro con quest'ultimo si prolunga oltre il dovuto, sul tavolo - oltre alla richiesta di supporto per uscire dalla dipendenza del gas russo - il tema della guerra del grano, la necessità di aprire corridoi perchè "c'è poco tempo". Il presidente del Consiglio ringrazia Israele per la sua mediazione e prima di recarsi in Palestina dove presenzia alla firma di 6 accordi per un valore di 17 milioni, rilancia la necessità di un cessate il fuoco alle condizioni che Kiev riterrà accettabili: "l'Italia - afferma - sostiene l'Ucraina e il suo desiderio di entrare in Unione europea". Siamo alla vigilia del attacco a Kiev, di un viaggio lungo che porterà il presidente del Consiglio da Zelensky in compagnia del cancelliere tedesco Scholz e del presidente francese Macron. Il formato è importante, è circa due mesi che è in corso un'attività diplomatica con Parigi e Berlino per organizzare l'appuntamento. La permanenza a Kiev sarà di poche ore, di circa sei secondo fonti di editoria tedesca. Ma oltre alla difficoltà organizzativa della trasferta l'obiettivo è preparare la visita a Kiev dal punto di vista 'politico', per cercare di arrivare ad un passo avanti nella ardire del conflitto. Anche nei suoi colloqui a Gerusalemme il premier avrebbe fatto trapelare, secondo quanto hanno riferito fonti israeliane, il suo pessimismo per l'atteggiamento di Putin, ma l'Italia - rimarca il premier - "cerca la pace". Gli incontri con il presidente israeliano Herzog, con il ministro degli Esteri Lapid e con il primo ministro Bennett sono stati utili perchè Israele ha un rapporto privilegiato con Mosca e si inseriscono in un 'tour' che porterà Draghi ad inizio luglio anche ad Ankara, altra tappa cruciale. Non è un caso che per due giorni il presidente del Consiglio ha insistito sulla necessità di contrastare ogni tipo di discriminazione e di intolleranza, anche attualmente ha ripetuto che il governo è impegnato con forza "nella difesa della dignità umana, nel rigetto di ogni forma di odio". Con il cancelliere Scholz e il presidente francese Macron il premier italiano - sulla visita a Kiev che dovrebbe tenersi giovedì resta sempre il massimo riserbo da parte del governo - tenterà la strada per arrivare ad un piano di pace. "Continuiamo a lavorare per i negoziati", ha sottolineato anche attualmente. L'obiettivo è aprire un varco per il cessate il fuoco mentre Zelensky continua a esortare la Germania a sostenere con maggiore decisione il suo Paese. "L'Ucraina è aperta ad accogliere tutti i propri amici a Kiev", ha spiegato il presidente ucraino. 

Chi ha vinto e chi ha perso queste elezioni, in breve

AGI - A scrutinio ormai completato, risultano sostanzialmente confermati i rapporti di forza tra i partiti, con un'importante novità: il sorpasso delle liste di centrosinistra (PD, M5S, Verdi/sinistra, civiche), risultato infine di poco superiore al totale delle liste di centrodestra (FDI, Lega, Forza Italia, civiche) sia nel totale dei comuni superiori (42,1% contro 41%) sia nei soli comuni capoluogo (43,7% contro 43%). Si conferma la parte del belva feroce avuta dalle liste civiche all'interno delle due coalizioni (22% per quelle di centrodestra, 20-21% quelle di centrosinistra), così come la palma di primo partito del PD tra le liste nazionali e il primato di FDI tra i partiti di centrodestra, con un dato intorno al 10% che risulta quasi doppio rispetto al 5,5-5,9% raccolto dalla Lega. Il quadro dei risultati delle liste alle elezioni amministrative si completa ulteriormente con l'inclusione dei comuni capoluogo di Sicilia e Friuli-Venezia Giulia, Con questa aggiunta, il totale delle liste di centrodestra torna anteriore, ma solo di mezzo punto (42,3% contro 41,8%) rispetto al centrosinistra. Altre novità: il dato del PD – che si conferma primo partito – adesso è superiore a quegli delle civiche di centrosinistra, mentre il totale delle civiche di centrodestra scende sotto il 20%. Tra le liste di centrodestra, FDI mantiene il primato (10,9%) mentre è testa a testa tra le Lega e Forza Italia, entrambe poco sopra il 6%. Infine, in questa ultima elaborazione di YouTrend, il dato del M5S si conferma inferiore al 3%. In attesa del bilancio finale dei comuni vinti dall'una o dall'altra coalizione, che avremo tra due settimane, il primo turno di queste amministrative dipinge quindi un quadro di sostanziale equilibrio tra i due poli principali, tanto più significativo se si tiene conto della grande rappresentatività dei comuni superiori al voto in questa tornata rispetto all'ultima elezione nazionale (le Europee 2019). A spoglio ultimato, è possibile tracciare un bilancio di questo primo turno di elezioni amministrative per ciò che riguarda i comuni superiori. La prima cosa che emerge, guardando alla tabella delle sfide elaborata da YouTrend, è che più della metà dei comuni sono stati già assegnati, perché c'è stato un candidato che ha vinto con più del 50% + 1 dei voti validi (40% + 1 in Sicilia). Si tratta di ben 79 comuni su 142, mentre nel 2017, per fare un paragone, erano stati 49 su 160 (meno di uno su tre). Ai candidati di centrodestra è andata la maggior parte delle vittorie al primo turno (37), mentre il centrosinistra insegue a quota 31 eletti, mettendo congiuntamente i casi in cui il M5S non era alleato del PD (21) e quelli in cui lo era (10). Il centrodestra è anche la coalizione con più candidati che vanno al ballottaggio partendo dalla maggioranza relativa al primo turno (24) e quella che accede al maggior numero di ballottaggi (47), mentre il centrosinistra, con o senza M5S, accede a 46 ballottaggi. Per fare meglio rispetto alla situazione uscente (54) il centrodestra dovrebbe quindi vincere almeno 14 ballottaggi, mentre il centrosinistra almeno 18: un'impresa meno facile di quanto sembri, se si considera che in ben 28 casi saranno presenti al ballottaggio candidati civici o di centro, storicamente dimostratisi molto competitivi al secondo turno perché più trasversali rispetto ai candidati dei due poli principali.

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