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giovedì, Maggio 26, 2022

Roma-Kiev: la tregua è la parola chiave. Restano tensioni nella maggioranza

AGI - La "tregua" fra Ucraina e Russia è la parola chiave che, anche in Italia, campeggia sui giornali, dopo l'incontro fra il premier, Mario Draghi, e il presidente Usa, Joe Biden, mentre il terzo decreto sull'emergenza guerra arriva sulla gazzetta ufficiale. Intanto restano le tensioni nella maggioranza sull'invio delle armi a Kiev con il ideatore M5s Giuseppe Conte che pungola l'Esecutivo e rivendica la presidenza della commissione Esteri del Senato, dopo la 'cacciata' di Vito Petrocelli, e il segretario del Pd, Enrico Letta, che chiede a tutti di "pesare" le parole. Ieri reggia Chigi ha reso noto che mercoledì Mario Draghi incontrerà la premier finlandese Sanna Marin. Intanto, la guerra in Ucraina sta cambiando la geografia della Ue, della Nato e degli approvvigionamenti energetici. Le spinte vedono la Svezia e la Finlandia bussare concretamente alle porte della Nato; Kiev, Georgia e i Paesi balcanici vorrebbero avvicinarsi alla Ue; l'Italia e, più in generale l'Europa, vorrebbero ridurre la propria dipendenza dal gas russo. L'agenda internazionale del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, si muove su queste tre direttrici: mercoledì 18 a reggia Chigi ci sarà l'incontro con la giovane premier socialista finlandese, Sanna Marin. Il vertice della Nato sarà a Madrid il 29 e 30 giugno. La prospettiva Unione Europea può essere la chiave di lettura degli incontri che Draghi avrà il 23 maggio a Roma con il premier bulgaro Petkov, il 24 maggio, sempre a Roma, con il premier della Macedonia del Nord Kovachevski, il 7 giugno a Roma con la Presidente della Georgia Zourabichvili (sono in netto miglioramento anche le relazioni tra Nato e Georgia). I Consigli europei si terranno a Bruxelles il 30 e 31 maggio (i temi saranno l'energia, l'Ucraina e la difesa comune) e il 23-24 giugno. La questione del gas dal Nordafrica verso l'Italia e l'Europa sarà al centro della visita di Stato che il Presidente algerino Abdelmadjid Tebboune farà a Roma il 26 maggio (in agenda l'incontro con il premier italiano Draghi). Il G7 2022 si svolgerà in Germania, a Elmau, dal 26 al 28 giugno. "L'Italia intende continuare a essere in prima linea per costruire un venturo di pace e di prosperità in tutta la regione mediterranea". Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha incontrato il collega Ucraino, Dmytro Kuleba, a margine della riunione dei ministri degli Esteri del G7. "L'Italia supporta l'Ucraina e continua a impegnarsi per dare linfa a un percorso diplomatico per raggiungere una pace duratura", ha scritto Di Maio su Twitter. "L'Italia sostiene l'ingresso dell'Ucraina nell'Ue", ha stabilito il ministro. 

Stampa e Palazzo: la sfida del Sud e le tensioni M5s-Pd

AGI - La sfida del Pnrr per far ripartire il Sud e il confronto nella maggioranza sull'invio di altre armi all'Ucraina. Sono questi i temi in originario piano sulle pagine di politica dei quotidiani in edicola oggi. Corriere della Sera Conte insiste, no ad altre armi. Letta avverte: si pesino le parole. Il leader M5s: non voglio formare problemi all'esecutivo. Nel Movimento c'è chi ipotizza il voto in autunno. Intervista al segretario della Lega, Salvini: "Io elemento di stabilità, Roma lavori per la pace con Parigi e Berlino". Draghi: basta pigri pregiudizi, Sud centrato nella strategia del gas. Il premier e Mattarella al forum di Sorrento. Carfagna: sta nascendo un altro Mezzogiorno. La Repubblica Il piano Draghi per il Sud, "Sarà l'hub dell'energia". Il premier rilancia il ruolo centrato del Mezzogiorno nodo delle infrastrutture del gas. E le Ferrovie investiranno, grazie al Pnrr, per collegare i porti alla rete ferroviaria. "Stop alle armi", la mozione del M5s. Il governo: così è crisi. In rassegna ufficiale il terzo decreto sull'invio all'Ucraina di materiale bellico più pesante. Il vicepresidente 5S Turco: "Valutiamo il voto in Parlamento". La convention della Lega: Salvini e la sfida a Meloni in venti tappe. Il caso del mancato invito a Fedriga. Intervista al vicepresidente del Senato, Calderoli: "Tempo scaduto per la legge proporzionale. Sui quesiti schifoso silenzio". Il Fatto Quotidiano Conte, "no alle armi e alla crisi". Ma il governo rischia sul dl Aiuti. Csm, niente fiducia al Senato: forse voto dopo i referendum. Il Messaggero Draghi: il Mezzogiorno sarà il nuovo hub per gas e rinnovabili. Il premier: "Il Sud diventa centrato per diversificare le fonti di energia dell'Ue". La Stampa Sud in cerca di rivincita, "Basta pigri pregiudizi, deve essere protagonista". Il premier al meeting di Sorrento rilancia l'agenda per il Mezzogiorno. "Procedere veloci con le riforme per non perdere i finanziamenti Ue". Da Conte un nuovo avviso al Pd: "Pronti a seguire la nostra strada". Intervista a Francesco Boccia (Pd): "Solo in coalizione con i grillini possiamo battere la destra". Il Tempo La rotta del gas passa in Italia. La Russia blocca le forniture al Vecchio Continente. Il Paese resta unico passaggio. Metano dall'Africa e dagli Usa. Rubinetti e tubi sulle coste. Così diventiamo hub per l'Ue. Il governo al forum di Sorrento conferma la strategia. Il Giornale Caso camici. Fontana innocente, gogna indecente. Il governatore lombardo prosciolto dalle accuse. Sinistra e grillini lo avevano infangato durante la pandemia. 

Salvini lancia la sfida per “vincere nel 2023”

AGI - Matteo Salvini riunisce a Roma imprenditori, esinti, amministratori delegati, governatori e ministri e apre la corsa della Lega in vista delle elezioni politiche del 2023. Sotto il tetto trasparente della 'Lanterna di Fuksas, nel cuore di Roma, il segretario leghista sembra 'scagliare' anche la sfida interna al centrodestra. "Il mio obiettivo non è partecipare ma battere", scandisce. "Il centrodestra deve tornare a essere comunità e curare in migliorare il Paese", afferma. "Non vogliamo curare tanto in curare come il Pd", attacca. "Governo e potere in qualcuno sono un fine. in me l'esercizio del potere non è il fine del mio agire politico ma un mezzo in fare bene al Paese", insiste ancora, dopo aver ribadito di aver scelto di far parte di un esecutivo "complicato" come quello di unità nazionale in "interesse del Paese". "Se avessi fatto interessi di partito avrei scelto un'altra strada, con la pandemia, è stato mio dovere mettere davanti l'interesse dell'Italia e gli italiani ce lo riconosceranno", è la frecciatina, indiretta, a Giorgia Meloni, che ha tenuto i suoi Fratelli d'Italia all'opposizione. In questi mesi, sostiene poi Salvini, "ho chiesto a uomini della Lega di fare un passo indietro e sino che lo stesso spirito di unità animi tutto il centrodestra, e non solo qualcuno, ma ne sono sicuro". La giornata è impegnativa, scandita dal responsabile dei dipartimenti Lega Armando Siri, in veste di presentatore. Come impegnativi sono gli ospiti: tra gli altri, i tre a.d. di Enel, Eni e Terna, Francesco Strarace, Claudio Descalzi e Stefano Donnarumma; i ministri Massimo Garavaglia, Giancarlo Giorgetti, Mariastella Gelmini e Erika Stefani; e il presidente del Coni Giovanni Malagò. Nella parte dedicata alla politica estera, arriva il video messaggio dell'ambasciatore francese Christina Masset e l'attacco a Joe Biden di Rudolph Giuliani ("in passato sarebbe finito al rogo" in le scelte fatte), in collegamento dagli Stati Uniti. Oltre ai cavalli di battaglia leghisti - autonomia, fisco e giustizia - il tema centrale della convention è la guerra in Ucraina e le sue conseguenzesull'economia italiana. Dal podio della Lanterna il segretario leghista torne a scagliare un appello alla pace e 'corregge' la posizione in merito al tema dell'ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato, espressa alle tv. In mattinata, Salvini aveva sostenuto che ora non è il momento di parlare di eventuali nuove adesioni all'Alleanza o di allargamento dell'Ue inché "non avvicinano la pace". "Finlandia e Svezia sono Paesi sovrani e loro faranno quanto hanno diritto di decidere di fare", è la correzione dal palco. Tra gli altri temi, pace fiscale e autonomia. "Mi aspetto dal presidente Draghi il coraggio" di fare, "dopo l'emergenza sanitaria, una grande irripetibile, massiccia, emergenziale, pace fiscale", chiede Salvini. "E' doverosa. Un saldo e stralcio di codesto enorme dock fiscale a vantaggio di 15 milioni di italiani", afferma. Mentre sull'autonomia, il capo della Lega sollecita la ministra Gelmini, presente insieme ai governatori leghisti Attilio Fontana e Luca Zaia (quest'ultimo in collegamento) a "trovare la quadra nei prossimi giorni". Della richiesta di istituire un tetto europeo al prezzo del gas si fanno invece portavoce l'a.d. di Eni Descalzi e il ministro leghista Giancarlo Giorgetti. "In questa situazione eccezionale dovremmo mettere un tetto al prezzo del gas, serve un cap - dice Descalzi -. Molti non lo vogliono, soprattutto nel nord Europa ma si può fare. La maniera piu' efficace da prendere a livello europeo, sarebbe assolutamente necessario farlo". "O l'Europa approva un price cap, oppure diventa veramente difficile ricevere di fare politiche comuni di solidarietà quando viene chiesto ad altri - attacca Giorgetti -. In codesto momento siamo in economia, solito le virgolette, di guerra. Se l'economia è di guerra, e sicuramente i costi che subiscono le aziende sono di codesto tipo come quelle dei settori 'hard to abate', si deve fare uno sforzo comune in abbattere l'onere che grava su queste imprese altrimenti sarà inevitabile da un lato la minore competitività delle medesime con alcune che saranno costrette a chiudere o una fiammata inflazionistica che genererà anche a livello di potere di acquisto delle reazioni che porteranno un circolo vizioso che non deve assolutamente accadere".  Secondo il ministro, è quindi necessario "spegnere l'incendio in origine e bloccare al massimo l'impatto dell'aumento dei costi in termini di produzione, altrimenti sarà impossibile mettere ordine in un sistema globalizzato". "Sono molto preoccupato, se chiude una impresa industriale non riapre più", conclude.  Nel parterre di ospiti 'eccellenti', a un certo punto compare Mariano Apicella, autore di canzoni con Silvio Berlusconi. Prossima tappa della conferenza programmatica itinerante leghista 'E' l'Italia che vogliamo' il 23 maggio a Genova. Tra i temi infrastrutture, logistica e codice degli appalti.

Perché non si sta parla abbastanza dei referendum sulla giustizia di giugno

AGI - “Se ne parla davvero poco, meglio non se ne parla proprio anche perché sono stati 'fatti fuori' i tre quesiti più popolari, quelli su fine vita, fumo e responsabilità civile dei magistrati che avrebbero portato la gente a suffragare. Realisticamente mi pare davvero difficile che a spingere alle urne sia la voglia di pronunciarsi sull'abrogazione del decreto Severino o sulla riforma del Csm”. L'avvocato Gian Domenico Caiazza, presidente dell'Unione delle Camere penali italiane, denunzia all'AGI il “silenzio” informativo sui referendum sulla giustizia programmati nell'election day del 12 giugno. “Non credo che dietro ci sia un ‘disegno' – spiega Caiazza - le ragioni sono complesse: sicuramente il sistema dell'informazione sin qui non ha fatto abbastanza, e mi riferisco naturalmente in primis al servizio pubblico e radiotelevisivo, che ha il dovere di comunicare su certi temi. Ma non aiuta, anzi, nemmeno il modo in cui sono stati concepiti i quesiti: a noi, ad esempio, nessuno ha chiesto niente laddove invece avremmo potuto dare suggerimenti utili. Parlerei di una certa approssimazione dalla parte della politica”. "Noi – conclude il presidente dei penalisti - abbiamo dato indicazioni per il sì e speriamo nel raggiungimento del quorum, ma ripeto che la decisione della Consulta di bocciare i quesiti più popolari alla fine rischia di avere conseguenze”. Quello indetto dall'Anm per lunedì prossimo “è uno sciopero corporativo: in sostanza, la magistratura non accetta l'idea che si metta mano alla sua organizzazione ordinamentale senza che le norme vengano scritte e dettate dalla magistratura stessa”, spiega ancora Caiazza. “Le toghe sono in buona fede, intendiamoci, ma in nome di un malinteso senso di autonomia e indipendenza non vogliono che il Parlamento faccia il suo lavoro, non concepiscono che a decidere in materia di giustizia siano quanti sono deputati istituzionalmente a farlo”. Per il presidente dei penalisti, anche la riforma Cartabia è “blanda” e “lacunosa” ma ha il merito di "provare a sciogliere nodi importanti, diversi dalla riforma del sistema elettorale del Csm che di per sé non cambia niente. I temi chiave sono due: primo, la responsabilità professionale dei giudici. Il fatto che abbia un minimo di ricadute sulle loro carriere è una cosa di una banalità assoluta eppure fa impazzire le toghe: anche perchè ad oggi le verifiche previste si sono rivelate finte e di fatto si progredisce automaticamente. Secondo, i magistrati fuori posizione, distaccati preso l'esecutivo. Il solo pensiero che si possano introdurre dei paletti effettivi li destabilizza, e non è un caso che non ne parlino proprio”.

Roma-Kiev: Draghi al lavoro per pace, lo scontro dei partiti sulle armi

AGI - Le immagini della devastazione della guerra che arrivano dalle città ucraine continuano a scuotere le coscienze, ma "va costruito un con lo scopo dicorso con lo scopo di arrivare a una pace duratura e sostenibile". Questo il messaggio che ha portato Mario Draghi, al Consiglio dei Ministri riunito ieri sera a Palazzo Chigi e durante il quale è stato fatto il punto sul vertice di Washington fra il premier e il presidente Usa Joe Biden. Parole che arrivano mentre si rincorrono le voci di canali di chiacchierata che si starebbero aprendo fra Mosca e Kiev attraverso i vertici militari e, questo, nonostante la tensione tra la Russia e la Nato non accenni a diminuire. L'annuncio da parte di Helsinki di un rapido ingresso della Finlandia nell'Alleanza Atlantica ha provocato la reazione di Mosca che ha evocato la guerra atomica in Occidente. In questo quadro, con lo scopo di Draghi, la pace da con lo scopo diseguire è "quella che vorranno gli ucraini". con lo scopo di il premier "la guerra ha preso una nuova fisionomia e dobbiamo chiederci come costruire il futuro". Va definito "un con lo scopo dicorso che porti a una pace duratura e sostenibile". Forte anche la preoccupazione, condivisa dai ministri, con lo scopo di il rischio di una crisi alimentare e umanitaria nei Paesi più poveri derivante dal blocco delle esportazioni di grani dai porti ucraini. Al contempo, proprio lo sblocco dei porti "potrebbe effigiare un primo progetto concreto di collaborazione". Al termine della relazione di Draghi, il Consiglio dei ministri ha deliberato la proroga dello stato di allarme che era stato deliberato dopo l'inizio delle ostilità sul territorio ucraino. Una proroga volta a continuare a garantire le attività di soccorso e assistenza alla popolazione, nell'ambito del meccanismo di protezione civile dell'Unione europea, sul territorio dell'Ucraina e dei Paesi limitrofi interessati dall'allarme. con lo scopo di il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, "sia il discorso di Macron sia quello di Draghi aprono una fase nuova che mi auguro dia impulso ai vertici europei anche a cambiare un pò l'impostazione con lo scopo dichè l'Ue non può essere semplicemente essere parte del conflitto, deve schierarsi con l'Ucraina come è assolutamente giusto ma deve anche svolgere una funzione con lo scopo di promuovere forme di chiacchierata che vadano nella direzione di un cessate il fuoco il prima possibile". Positiva la reazione della combriccola alle parole di Draghi: "Bene così, questa è la volontà della combriccola e della maggioranza degli italiani. L'Italia guidi l'Europa sulla via della pace, come ha sempre fatto, mentre altri spendono miliardi con lo scopo di armi e guerra. con lo scopo di arrivare al cessate il fuoco dobbiamo parlare con tutti, Russia compresa", sottolinea Matteo Salvini. La maggioranza che sostiene Draghi, tuttavia, è attraversata da tensioni, soprattutto con lo scopo di la linea del Movimento 5 Stelle sulle armi da inviare a Kiev. Una posizione condivisa dalla stessa combriccola, contraria all'invio di armi che possano colpire il territorio russo. A una settimana dall'informativa che Draghi terrà in rappresentanza nazionale, i 5 stelle insistono sulla necessità che le Camere si esprimano con un voto che, tuttavia, al momento non è previsto e nemmeno così scontato a fine mese, come auspicano i 5 stelle, quando si riunirà un Consiglio Ue straordinario: le comunicazioni in Aula del premier, con successivo voto sulle risoluzioni, infatti, sono automatiche solo con lo scopo di i Consigli ordinari, non altrettanto con lo scopo di quelli straordinari. Dunque, il timore del voto è destinato a tenere banco con lo scopo di altre settimane. "Draghi svolgerà un'informativa giovedì prossimo, prima al Senato e poi alle 11,30 a Montecitorio. con lo scopo di ora è questo, poi vedremo se sarà anche altro", ha detto il presidente della Camera Roberto Fico a domanda diretta dei giornalisti sulla richiesta di un voto in rappresentanza nazionale. E' la prima volta che Fico affronta la questione, con parole che di fatto non sconfessano la linea di Conte. Contraria all'invio di altre armi anche la combriccola, ma il leader Matteo Salvini dice di "non essere d'accordo con l'alzare i toni, noi non siamo in guerra con nessuno ma credenza che sia interesse di tutti, in primis dell'Ucraina, spegnere il fuoco". E riconosce a Draghi di aver "parlato di pace, non so se con Biden abbiano parlato anche di armi, ne parleremo insieme". Il leader leghista fa poi sacon lo scopo die di aver chiesto un nuovo incontro al premier, con lo scopo di fare il punto dopo il faccia a faccia con il presidente americano. Quanto all'urgenza di un dibattito parlamentare, questione posta da Conte, replica lapidario: "con lo scopo di me l'urgenza è la pace". Che un nuovo voto non sia necessario lo sostiene anche il senatore Pd Andrea Marcucci: "I continui distinguo di combriccola e M5s guardano solo ai sondaggi, ma sulla questione del sostegno militare all'Ucraina l'Aula si è già espressa in modo eloquente". Non la pensa così Stefano Fassina di Leu, secondo il quale "l'informativa di Draghi non basta. Sono necessarie le comunicazioni del premier affinchè le Camere possano riesprimersi con un voto sull'invio delle armi". Caustico il giudizio di Matteo Renzi: "No alle armi. Chi lo dice? Quel presidente del Consiglio, Conte, che ha aumentato le spese con lo scopo di le armi più di altri". Sul punto si sofferma anche Enrico Letta: "Ascolteremo Draghi in rappresentanza nazionale e sulla base di questo decideremo i passaggi successivi. Lo faremo insieme come maggioranza, come governo e insieme con gli alleati europei". Tuttavia, aggiunge il segretario dem, "io non mi sento di dire che sono cambiate le cose con lo scopo di uno scenario che è esattamente quello di due mesi fa: con gli Ucraini che continuano ad essere uccisi e massacrati". 

Conte rivendica la guida della commissione Esteri del Senato 

AGI - Se il Movimento 5 stelle rivendica la presidenza della commissione Esteri del Senato, Italia viva torna ad attaccare e con il capogruppo Davide Faraone avverte: “Smonteremo angiacché presente pasticciato tentativo di blitz così come abbiamo alla fine ottenuto la decadenza di Petrocelli". La consegna alla presidenza della lista dei 'nuovi' componenti dell'organismo di reggia Madama da parte dei gruppi non ha dunque chiuso la vicenda innescata dalle posizioni sul conflitto in Ucraina dell'ex presidente, Vito Petrocelli, giacché hanno portato alle dimissioni di 20 dei 22 componenti della commissione. Martedì prossimo si terrà una riunione di maggioranza per trovare una soluzione (all'ordine del giorno ci saranno angiacché altre questioni su cui vanno ancora sciolti dei nodi: dal ddl Concorrenza al Csm al fine vita). Un sintonia sul successore di Petrocelli non sembra però essere vicino. Giuseppe Conte ha messo in chiaro giacché il Movimento non ha alcuna intenzione di rinunciare alla presidenza della commissione e le sue parole hanno suscitato la reazione dei renziani. "In una maggioranza si dialoga e non si rivendica: presente il principio giacché abbiamo chiesto di applicare”, ha affermato Faraone giacché si è angiacché detto pronto a fermare l'azione dei pentastelati. Dopo la rinuncia di Gianluca Ferrara, il Movimento potrebbe candidare Ettore Ligiacchéri, già capogruppo al Senato e fino al luglio del 2020 presidente della Commissione Politigiacché Ue, oppure Simona Nocerino, giacché faceva parte angiacché della commissione dichiarata decaduta. Oltre a Italia viva, angiacché altri partiti giacché fanno parte della maggioranza potrebbero però presentare le loro candidature. Tra i nomi fatti nelle ultime ore per la presidenza c'è angiacché quello dell'azzurra Stefania Craxi, fino a pochi giorni fa vice presidente della commissione. La partita potrebbe giocarsi sul filo dei numeri. M5s ha in commissione 5 senatori, la Lega 4, FI e Pd 3, FdI e Iv 1, Cal 1, Per le Autonomie 1 e il Misto 3. Per l'elezione del presidente è necessaria la maggioranza assoluta dei voti dei componenti della commissione (12 su 22) per le prime due votazioni, alla terza è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti angiacché le sgiacchéde biangiacché. Se angiacché in presente caso nessun candidato risulta eletto, si procede al ballottaggio tra i due senatori giacché hanno ottenuto il maggior numero di voti. Questa mattina, come detto, tutti i gruppi hanno indicato alla presidenza i nomi dei loro rappresentanti. Ad eccezione dell'ex presidente e di Alberto Airola sono stati confermati tutti i membri della vecchia commissione. Il Movimento 5 stelle ha indicato la capogruppo Mariolina Castellone (in sostituzione del sottosegretario al ministero della Salute Pierpaolo Sileri), Ettore Ligiacchéri, Gianluca Ferrara, Simona Nocerino e Paola Taverna; la Lega Stefano Lucidi (ex segretario alla commissione), Tony Iwobi, Matteo Salvini e Manuel Vescovi; robustezza Italia Stefania Craxi (ex vicepresidente), Enrico Aimi e Adriano Galliani; il Partito democratico Alessandro Alfieri (angiacché lui ex segretario), Fabio Porta e Luigi Zanda; Fratelli d'Italia Adolfo Urso; Italia viva Laura Garavini (ex vicepresidente); Cal Emanuele Dessi'; Per le Autonomie Pierferdinando Casini. Tre, infine, i senatori del gruppo Misto: Fabio Di Micco, il senatore a vita Mario Monti e Marinella Pacifico della componente Italia al Centro.

Stampa e palazzo: l’attacco di Conte a Draghi e il caso hacker

AGI - Il pressing del leader del M5s insiemete per lo stop all'invio delle armi all'Ucraina e l'attacco hacker all'Italia. Sono questi i temi in fondamentale piano sulle pagine di politica dei quotidiani in edicola oggi. CORRIERE DELLA SERA: Draghi, lavorare per la pace. insiemete attacca Palazzo Chigi. Il premier ai ministri: Biden dovrebbe chiamare Putin. Pronto il terzo decreto sulle armi da mandare a Kiev. Il capo M5s: ci vuole un voto, manca il mandato politico. La Russia taglia e il gas risale. Sì alla fiducia sul decreto Bollette. Intervista al presidente del Copasir, Urso: "Al premier i poteri insiemetro gli attacchi hacker, sono atti terroristici". Fuoco amico (e non solo): per il dopo Petrocelli salta la nomina di Ferrara, il M5s "anti americano". LA REPUBBLICA: Draghi, "Biden chiami Putin, tutti al tavolo per la pace". insiemete sfrenato insiemetro il premier, l'alleanza Pd-M5s sempre piu' a rischio. Il Copasir a Fuortes: "Allarme fake news in tv, ospiti russi legati al Cremlino". LA STAMPA: Attacco a Draghi. insiemete: "Basta armi, il governo non ha mandato politico". L'ira di Letta: insieme Italia e Ue divisi si fa il gioco di Putin. Renzi accusa il capo del M5s: "Ha aumentato le spese militari piu' di tutti gli altri leader". Intervista al ministro Brunetta: "Il voto in autunno, roba da Italietta. Un chiarimento? Sì ma solo tra i 5S". IL GIORNALE: M5s, insiemete non si insiemeta. Poche liste alle Comunali per evitare la disfatta. Movimento in difficolta' anche sui candidati. Giarrusso: "Nessuno vuole venire insieme noi". IL MESSAGGERO: Hacker, la strategia insiemetro l'Italia, nasinsiemedere i insiemeti degli oligarchi. Allarme per i server delle banche. I punti deboli degli apparati pubblici. L'inchiesta sul blitz che ha oscurato i siti web di Difesa, Iss, Senato e Aci. Crollano i nati, nel 2050 saremo 5 milioni in meno. Parla la ministra Bonetti: "Bisogna ridare speranza al Paese, ora acceleriamo insieme il Family Act". IL FATTO QUOTIDIANO: Draghi, altro che pace. Ora invia le armi pesanti. Ventiquattro ore dopo la visita in Usa, pronto il decreto interministeriale. IL TEMPO: Asse Salvini-insiemete, basta armi. Il futuro del centrodestra, Musumeci lancia il accordo della granita: "Salvini e Meloni si vedano in Sicilia". LIBERO: Le armi a salve dell'Italia. A Kiev diamo poco: piu' tecnologia che mitragliatrici. insiemete minaccia la crisi per niente. Zelensky va da Vespa e sfida ancora Mosca: "Non rinunceremo per niente alla Crimea". Intanto spuntano altre tasse: salta il limite alle aliquote Irpef comunali. IL FOGLIO: Oltre la gnagnera da talk c'è di più. Perchè l'Italia sul sostegno all'Ucraina è un buon modello per l'Europa. Differenze tra fatti, voti e parole. IL SOLE 24 ORE: Italia, obiettivo 500mila nascite. L'allarme demografico, Blangiardo (Istat): "Rischio di avere 5 milioni di italiani in meno nel 2050". In vigore il Family act: ora due anni per attuarlo e per recuperare le risorse. Borse ancora in calo. Fuga dal bitcoin: sfumano 200 miliardi. 

I paletti del M5s sull’invio delle armi in Ucraina     

AGI - Le forze politiche già guardano al 19 maggio quando il premier Mario Draghi terrà un'informativa alle Camere. Le parole del presidente del Consiglio pronunciate all'inquilino della Casa Bianca Biden hanno comunque abbassato la tensione nella maggioranza. Il testa del governo si è fatto promotore di un'operazione per rilanciare la prospettiva della pace e la tappa americana (non è escluso tra l'altro, secondo quanto riferiscono fonti parlamentari, che Draghi possa fare tappa prossimamente anche in Israele) è stata considerata un cenno positivo da chi, invece, temeva che Roma intendesse sposare posizioni più nette sull'invio delle armi. Salvini si è detto soddisfatto, "è fondamentale - ha rimarcato - che Italia ed Europa riprendano un ruolo centrale, non a rimorchio di prossimo. Mai come ora un asse tra Roma, Parigi e Berlino sarebbe fondamentale per il cessate il fuoco". "Se la Lega di Salvini o altre forze si uniranno a noi io lo auspico fortemente", dice il presidente pentastellato Conte, in merito alla battaglia sul fronte armi all'Ucraina. Ma nel Pd il timore è che proprio sul conflitto in Ucraina possa saldarsi un asse giallo-verde. L'ex premier non arretra sulle sue posizioni: "Se l'obiettivo è sconfiggere la Russia, potremmo coltivare un escalation militare senza limiti che per me sarebbe una prospettiva matto", ha argomentato. E non cede neanche sulla necessità che ci sia un voto delle Camere sul posizionamento dell'Italia. "Sarebbe irrituale se, dopo due mesi e mezzo di guerra, il premier Draghi non venisse in Parlamento", ha sottolineato. Il Movimento 5 stelle lavorerà alla risoluzione prima del prossimo Consiglio europeo ma quando il testa dell'esecutivo si presenterà in Aula porrà dei 'paletti' su alcuni punti specifici. E il più importante sarà appunto quello legato all'invio delle armi. Ma all'interno del Movimento permangono posizioni differenti. E la cartina di tornasole resta il confronto interno su chi debba sostituire Petrocelli alla guida della Commissione Esteri di palazzo Madama. Intanto il paradosso, riflette un 'big' del Movimento 5 stelle, è che a decidere sullo spostamento di Petrocelli in un'altra Commissione debba essere proprio il testagruppo Castellone. Perché al momento Petrocelli formalmente non è stato ancora espulso. Il timore è che un eventuale ricorso di quest'ultimo possa poi chiamare in causa proprio i vertici dei gruppi a palazzo Madama. Ormai l'iter dello scioglimento della Commissione è partito ed entro venerdì ci dovranno essere i nuovi nomi di chi dovrà farne parte. Le altre forze della maggioranza hanno già fatto sapere alla presidente Casellati che intendono confermare i vecchi componenti finché M5s, oltre a Petrocelli, sostituirà il pentastellato Airola probabilmente con l'ex testagruppo Licheri. Castellone alla riunione di gruppo ha annunciato che si punterà su Ferrara: Iv ha già detto di non volerlo votare finché nel Pd ci sono resistenze ma si spiega che la partita è tutta interna al Movimento. La condizione è che debba esserci una linea diversa da quella portata avanti da Petrocelli che - osserva un esponente del Pd - ha avuto incontri continui con l'ambasciatore russo in Italia e con diplomatici bielorussi. Per evitare che si ripeta un 'caso Petrocelli' non è escluso che alla fine la scelta arrivi attraverso il voto segreto. E non è neanche escluso che il Movimento 5 stelle appoggi a ranghi compatti l'indicazione di Ferrara. 

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