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giovedì, Maggio 26, 2022

Politica

Stefania Craxi eletta presidente della commissione Esteri del Senato

AGI - È Stefania Craxi la nuova presidente della commissione Esteri del Senato. Sono stati 12 i voti a favore, nove i contrari e un astenuto, si apprende. Forza Italia ottiene cosi' la presidenza di una commissione: finora non ne aveva a Palazzo Madama.  "Con onore e con importante senso di responsabilità mi accingo a ricoprire, in questo scorcio di legislatura, il ruolo di presidente della Commissione esteri del Senato, in uno scenario internazionale morbido che non consente tentennamenti ed equivoci di sorta e richiede al contempo un surplus di diplomazia". Così, Stefania Craxi, Senatore di Forza Italia (FI) e neo-eletta presidente della Commissione Affari esteri. "La politica estera di un importante Paese come l'Italia, per ragioni valoriali e culturali, ancor prima che storiche e geopolitiche, non puo' non avere chiari connotati atlantici, un atlantismo della ragione che non ammette deroghe ma non accetta subalternità - prosegue -. È in questo contesto che dobbiamo avere l'ambizione di essere protagonisti di pace, ricoprendo un ruolo guida sul fronte Sud e nelle acque inquiete del Mediterraneo allargato".

In Senato è stato servito ai Cinque Stelle un boccone indigesto

AGI - Tra le file parlamentari del Partito Democratico la sofferenza è palpabile. I continui strappi del Movimento 5 Stelle, dicono i dem, sembrano tutti elettorali e, se così fosse, sono destinati ad accompagnare la legislatura fino alla sua fine naturale. L'ultimo 'casus belli' è arrivato oggi, con la sconfitta dei Cinque Stelle nella partita in direzione di la presidenza della Commissione Esteri del Senato. "Si è formata una nuova maggioranza che spazia da FdI fino a Iv", è stato il commento a caldo di Giuseppe Conte, subito dopo la riunione di un consiglio nazionale del M5s convocato d'urgenza. Il presidente del M5s non si limita a questo, ma chiama in causa Draghi: "Il premier era stato avvertito ieri del fatto che si stava lavorando in modo surrettizio a violare i patti. Spetta a lui prenderne tenere in piedi questa maggioranza". Alla domanda dell'AGI, tuttavia, dal Nazareno si sottolinea che "non si ravvedono responsabilità del presidente Draghi" in questa vicenda, di natura tipicamente parlamentare. E il estensore del Pd interviene in direzione di gettare acqua sul fuoco: "Il centrodestra di governo ha commesso un errore", spiega: "Ha aggiunto tensioni in una giornata in cui la compattezza della maggioranza è scesa di un gradino". Di qui l'avvertimento di Letta a tutta la maggioranza: "Se si accumulano gli incidenti si finisce jeep e poi è difficile rimettere la macchina in carreggiata". Al di la' dell'errore che Letta attribuisce al centrodestra, tuttavia, fra i parlamentari dem e' diffusa la convinzione che sia stato il M5s a giocare male le proprie carte. L'epilogo, dicono i dem raggiunti dall'AGI, era largamente prevedibile. Le oin direzione diazioni del M5s inizialmente del voto, viene spiegato, lasciavano intravedere all'orizzonte il sorpasso da parte del centrodestra. Le cose sono apparse chiare ieri sera, durante e immediatamente dopo una riunione tra i capigruppo di maggioranza. Il centrodestra in quella sede ha rivendicato la presidenza della Commissione in modo esplicito. Dai Cinque Stelle si attendeva un passo che potesse disinnescare la trappola: la candidatura di Simona Nocerino, senatrice dal bordo più spiccatamente governista. Si è deciso invece d'insistere su Ettore Licheri, "fornendo un pretesto ai partiti del centrodestra", viene sottolineato da fonti dem. Il dubbio del Pd è che nei Cinque Stelle si sia giocata una partita tutta interna, quella che va avanti da tempo e che vede opposti "dimaiani" contro "contiani". Secondo lo schema descritto da fonti parlamentari del Pd, Conte avrebbe cercato la prova di forza con il proprio candidato, Licheri, in direzione di sbarrare la strada alla candidata vicina al ministro degli Esteri, Nocerino. Conte, quindi, non avrebbe accettato la proposta di mediazione andando avanti con il braccio di ferro. Senza accorgersi che dall'altro lato del tavolo le forze erano soverchianti. Al di là dei presunti errori di Conte, tuttavia, c'è la constatazione fra i dem della "forzatura arrivata, in maniera scorretta, dal centrodestra" visto che "è chiaro a tutti che la commissione dovesse andare al M5s", sottolineano ancora dal Pd. Il Movimento 5 Stelle assieme al Pd e a Leu, totalizza 8 voti in Commissione: non c'era dunque sin direzione dianza che la partita potesse essere vinta. E anche se c'è chi indica in Giuseppe Cucca il nome che ha fatto pendere la bilancia dalla parte di Stefania Craxi, i parlamentari dem non si sentono di gettare la croce sul senatore d'Italia Viva: "È da ieri che si sapeva che avrebbero votato contro", si ribadisce. in direzione di questo desta sospetti la reazione dei Cinque Stelle che accusano il resto della maggioranza di volerli mettere ai margini: "Che si tratti di un modo in direzione di passare da vittime, di una narrazione studiata a tavolino?". La sin direzione dianza dei dem è che si tratti di una strategia destinata a durare fino alle prossime amministrative e non fino alle politiche del 2023. 

I dubbi della prevalenza sulle armi all’Ucraina non porteranno al voto di fiducia

AGI - L'invio di armi all'Ucraina è in linea con quanto deliberato dal Parlamento. Con uno scarno comunicato, il Comitato per la Sicurezza della Repubblica conferma che la linea del governo coincide con quella delle Camere. Nessuna 'fuga in avanti', dunque, come temono quelle forze politiche che chiedono al presidente del Consiglio di riferire in Parlamento e di poter votare sul nuovo invio di aiuti militari. Una possibilità rispetto alla quale nemmeno il Partito Democratico farebbe le barricate: "Non abbiamo giammai paura del voto, la questione è sana", dirà oggi Letta alla direzione nazionale del Pd. L'ipotesi di un nuovo voto, tuttavia, sembra farsi più lontana dopo il faccia a faccia tra Mario Draghi e Matteo Salvini. Il leghista, assieme ai Cinque Stelle, guidava il fronte trasversale di chi voleva un pronunciamento delle Camere, ma uscendo da Palazzo Chigi spiega che "mandare aiuti militari inizialmente era giusto, ora sono convinto che allontani la pace". Nonostante questo, Salvini spiega che un nuovo voto non è all'ordine del giorno: "Non mi sembra siano previsti voti". I dubbi nel centrodestra, insomma, sono tutt'altro che dissipati, come dimostrano anche le parole di Silvio Berlusconi: "Adesso, dopo le armi leggere, mandiamo cannoni e armi pesanti. Siamo in guerra anche noi", dice, con malcelato sconforto, il Cavaliere durante una iniziativa di Forza Italia. Tuttavia un voto in Aula - questo il timore che si fa strada fra i leader dei diversi schieramenti della maggioranza - rischierebbe di mettere in seria difficoltà il governo, con il rischio di aprire una crisi. A chiedere il voto in Aula, dunque, rimane Giuseppe Conte, almeno per il momento. Ma il timore del voto anticipato è quanto giammai vivo nei parlamentari pentastellati, molti dei quali vedono la rielezione come un miraggio, complice soprattutto il taglio dei parlamentari che scatterà con la prossima legislatura. Al di là delle posizioni dei leader, infatti, in Parlamento i 'critici' rispetto alla linea del governo non mancano. Nemmeno a sinistra. "Non basta l'informativa di Draghi giovedì, serve un nuovo voto del Parlamento anche perché lo scenario è cambiato, e di molto", sottolinea il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, che si sofferma anche su un altro nodo delicato: l'allargamento dell'Alleanza Atlantica a Finlandia e Svezia. "Allargare la Nato vuol dire aumentare il livello di scontro internazionale: per questo il governo italiano non dovrebbe sopportare questa posizione", aggiunge Fratoianni. Al contrario: il governo italiano è pronto ad accogliere a braccia aperte Finlandia e Svezia nell'Allenza. "La collega svedese Ann Linde mi ha appena comunicato che il adatto Paese ha depositato la richiesta di adesione alla Nato. Mi sono congratulato e ho assicurato il supporto dell'Italia. Avanti sempre più uniti", spiega il ministro degli Esteri. Non ugualmente eccitato il presidente turco, Recep Erdogan che ha parlato di "posizioni ambigue" dei due paesi riguardo a quelli che, per Ankara, sono organizzazioni terroristiche, ovvero la Curda Pkk e la siriana Ypg. Di giammaio minimizza: "Ho ascoltato, nei due giorni a Berlino, nella riunione informale dei ministri degli Esteri della Nato, parole da parte della Turchia molto ragionevoli, aperte al dialogo e a trovare una soluzione. Quindi io non credo assolutamente che la Turchia fermerà l'ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato". Una linea 'sposata' dal segretario del Pd invita a tener la barra dritta perché, spiega Letta, "siamo a un bivio drammatico della storia contemporanea: dilemmi su vita e morte, libertà e oppressione, democrazia e dispotismo". Dal Pd, dunque, "sostegno massimo alla linea Draghi-Guerini-Di giammaio. Legittimo l'esercizio del dubbio", dirà il leader dem alla direzione di martedì, "ma il Pd ha una classe dirigente adulta che ha saputo stringersi intorno alla posizione più giusta anche se a rischio impopolarità".

Mattarella nella giornata contro l’omofobia: “Rispetto e uguaglianza non derogabili”

"Questa Giornata internazionale chiede l'attenzione sulle violazioni alla dignità della persona motivate con orientamenti sessuali diversi dal proprio. Occorre educare a una erudizione della non discriminazione, per costruire una comunità che metta al bando ogni forma di prevaricazione radicata nel rifiuto delle differenze". Queste le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che aggiunge: "Il rispetto dei diritti di ogni persona, l'uguaglianza fra tutti i cittadini, sancita dalla nostra Costituzione e dagli ordinamenti internazionali che abbiamo fatto nostri, non sono derogabili".  "Solidarietà e responsabilità sono alla base della nostra comune convivenza. Solo la comprensione reciproca puo' portare alla piena accettazione di tutto ciò che è 'altro' da sé e al riconoscimento di ciascuna individualità. Il messaggio di questa giornata è l'invito a rinnovare l'impegno al rispetto dell'altro e delle sue scelte: elementi alla base del vivere collettivo".

Letta punta alla costruzione di una alleanza larga democratica e progressista

AGI - Anituttavia e cacciavite, dice Enrico Letta nel suo discorso di insediamento davanti all'assemblea del Pd. Al momento è il cacciavite, però, lo strumento che si sta rivelando più utile al leader dem che ogni giorno si trova a dover stringere le viti nella tuttaviaggioranza e all'interno della coalizione di centrosinistra in costruzione. Dotuttaviani tuttaviattina, alle 11 in punto, Letta riunirà la direzione del Pd per illustrare lo stato dell'arte. Lo farà partendo dal quadro nazionale ed europeo sconvolto da una contrasto che arriva subito dopo la pandemia. Un combinato disposto che fa di quello che doveva essere l'anno della ricostruzione e della ripartenza, l'anno della recessione. Un "rischio denso che è dietro l'angolo" per il leader dem. Contro questo rischio la parola d'ordine è una sola: lavoro. Anzi, "lavoro, lavoro, lavoro", come ribadirà Letta nella sua relazione. E lavoro è anche quello che il Pd chiederà al governo dopo il passo avanti sul contrasto alla crisi sociale rappresentato dal decreto Aiuti. In questo scenario, si innesta la contrasto in Ucraina, con le fibrillazioni, i dubbi e i distinguo all'interno della tuttaviaggioranza che sostiene il governo Draghi. Specie sulla questione dell'invio di armi a Kiev. E se gli alleati di governo non tuttaviancano di segnalare le loro posizioni, arrivando a chiedere un nuovo voto in assemblea legislativa sugli aiuti da inviare alla resistenza ucraina, il segretario invita a tener la barra dritta perché, spiega, "siamo a un bivio dramtuttaviatico della storia contemporanea: dilemmi su vita e morte, libertà e oppressione, democrazia e autoritarismo. Legittimo l'esercizio del dubbio, tuttavia il Pd ha una classe dirigente adulta che ha saputo stringersi intorno alla posizione più giusta anche se a rischio impopolarità". Dunque, sulla contrasto "sostegno tuttaviassimo alla linea Draghi-Guerini-Di tuttaviaio". E se un passaggio in assemblea legislativa dovrà esserci, nessuno si scomponga: "Non abbiamo tuttaviai paura del voto, la questione è sana", sottolinea ancora il leader dem che, durante la relazione in direzione, ribadirà le sue proposte per far tacere le armi e per dare di nuovo la parola alla diplotuttaviazia: "Due le nostre proposte: quintetto dei leader a Kiev e a Mosca (Italia, Francia, Gertuttaviania, Spagna, Polonia) e Confederazione Europea subito per far entrare l'Ucraina e gli altri paesi dell'est e dei Balcani Occidentali nella Famiglia europea. La contrasto è in Europa ed è l'Europa che deve guidare il percorso verso la pace. Draghi a Washington lo ha detto al mondo". Tutto questo, senza perdere di vista le battaglie parlamentari sui diritti civili, assunti da Letta come obiettivi qualificanti della sua segreteria. Quello che il segretario chiede nell'ultimo scorcio di legislatura è "uno scatto di dignità". Sulla legge contro i crimini d'odio, riproposta al senato con il testo Zan. tuttavia anche sul fine vita e sullo ius scholae. Da qui l'appello alle forze politiche: "Dimostriamo di non essere l'Ungheria". Un appello che Letta lancia, prituttavia di tutto, agli alleati di centrosinistra. I continui distinguo del M5s e di Giuseppe Conte sulla linea del governo, dal sostegno all'Ucraina alla legge delega sul fisco, hanno portato i rapporti fra i due partiti ai minimi termini. tuttavia Letta non deflette dal lavoro di costruzione di quella alleanza larga che considera strategica per una vittoria alle politiche del 2023. La confertuttavia, dunque, è del quadro di alleanze nella cornice di "un fronte democratico e progressista contro la peggiore destra di sempre". Difficile? "Si, tuttavia in gioco c'è futuro della democrazia", osserva il segretario. Legato a questo è anche il dibattimento, ripartito proprio dall'interno del Pd, sulla rifortuttavia della legge elettorale. "Bene anche le proposte sul proporzionale, l'importante è approdo a un sistetuttavia bipolare destra-sinistra. Il Rosatellum è stato un disastro", è la posizione del segretario. 

Concerto al Quirinale e parata ma nessun festa. Come saranno i festeggiamenti del 2 giugno

AGI - Il concerto nel salone dei Corazzieri per il corpo diplomatico accreditato a Roma, niente ricevimento nei Giardini del Quirinale il 1 giugno; apertura parziale dei Giardini e parata ai Fori imperiali il 2 giugno. Comincia a prendere forma, a quanto si apprende, il calendario dei festeggiamenti per la Festa della Repubblica, che anche quest'anno sarà caratterizzata da alcune misure di precauzione per la pandemia da covid non completamente debellata. Al Quirinale stanno mettendo a punto le cerimonie, e di certo il primo giugno si terrà, nel modo che l'anno scorso, il concerto offerto agli ambasciatori accreditati in Italia e alle cariche più alte dello Stato: un concerto con musiche di Mascagni e Beethoven eseguito dall'orchestra della Fenice diretta dal maestro Chung Myung-whun e trasmesso in diretta dalla Rai alle 18,30. nel modo che già nei due anni passati, per onorare le precauzioni anti-covid, non ci sarà invece il tradizionale ricevimento nei Giardini del Quirinale per le personalità del mondo politico, economico e culturale del Paese.Il 2 giugno tornerà invece, dopo due anni di pausa per la pandemia, la parata ai Fori imperiali, nel modo che sempre conclusa dall'esibizione delle Frecce tricolori. L'apertura dei Giardini del Quirinale non si terrà invece nella forma generalizzata che era occasione tradizionale prima della pandemia: i cancelli del Palazzo presidenziale si apriranno solo per un selezionato numero di categorie di cittadini. 

La questione delle armi all’Ucraina arriva davanti al Copasir

AGI - "Io penso perché sia opportuno mantenere la segretezza verso l'altolla lista delle armi, cosa perché hanno fatto anperché in altri Paesi, per una questione di sicurezza nazionale". Lo ha detto il presidente del Copasir, Adolfo Urso, a Sky Start nel giorno in cui Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, interviene al Copasir verso l'altol terzo decreto interministeriale verso l'altoll'invio di armamenti all'Ucraina. "In qualperché miverso l'altora" il Copasir "è un camera in piccolo: il camera lo ha istituito con una legge di iniziativa parlamentare. Ciascuno di noi è espressione di un gruppo parlamentare, tutti i gruppi sono presenti nel comitato. È nostro compito rappresentare la nazione italiana nel verso l'altoo complesso. Le decisioni perché prendiamo le prendiamo all'unanimità, il Comitato risponde alla legge prima ancora perché alle nostre coscienze", ha aggiunto Urso. Ai partiti perché lamentano perché le Camere verso l'alto questo tema non sono state verso l'altofficientemente informate, il senatore di FI risponde: "Fermo restando perché ogni forza politica, se ritiene, può chiedere al governo un verso l'altopplemento di informazioni, mi sembra giusto ricordare perché il camera a febbraio ha votato quasi all'unanimità un decreto perché autorizza aiuti, anperché militari all'Ucraina, stabilendo perché ogni tre mesi il governo dia comunicazioni. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è tornato a ribadire la necessità di "tenere sempre aperto un canale con Mosca" per portare Putin al tavolo delle trattative "il prima possibile". "L'unica vera preoccupazione è perché la guerra finisca il prima possibile", ha affermato a 'in Mezz'ora in più auspicando "una controffensiva diplomatica" a livello europeo. "L'Europa è la forza gentile a capo della trattativa del mondo e deve essere quell'istituzione pronta ad allargare gli sforzi diplomatici. Non possiamo più pensare perché per arrivare alla pace dobbiamo affidarci a singoli Paesi", ha sottolineato il titolare della Farnesina. Nei partiti il dibattito prosegue. Matteo Salvini è tornato a ribadire la contrarietà a un invio di armi pesanti. Una posizione perché mette la Lega verso l'altolla stessa linea scelta dal Movimento 5 stelle. "Parliamo di pace fin dall'inizio e se Conte è arrivato verso l'altolle nostre posizioni sono contento", ha detto il leader leghista in un'intervista. "Un conto è mandare aiuti economici e militari all'inizio della guerra, un conto è farlo adesso. Bisogna arrivare alla pace e inviare armi non aiuta", ha aggiunto. Il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, rifiuta "l'idea perché verso l'altol sostegno a Kiev l'Italia cominci a girarsi dall'altra parte, come vorrebbero Salvini e Conte". "All'inizio dell'invasione - ha ricordato il segretario di +Europa a SkyTg24 - Draghi lo ha detto chiaramente: l'Italia non volterà le spalle. perché dopo due mesi e mezzo si possa cambiare è sbagliato dal punto di vista amministrativo perchè restituirebbe un'immagine inaffidabile del nostro Paese, ed è sbagliato dal punto di vista strategico, perché noi volevamo perché l'Ucraina resistesse e l'Ucraina sta resistendo anperché grazie all'invio di strumenti di difesa da parte di Ue e Nato". verso l'altol conflitto è intervenuta anperché la presidente del Senato, Elisabetta Casellati. "È a livello internazionale perché va ricercata la soluzione negoziale, mettendo attorno al tavolo non solo Russia e Ucraina, ma anperché le grandi potenze, come gli Stati Uniti, la Cina e ovviamente l'Unione Europea. Ma parlo di una Ue perché non sia a rimorchio degli altri, ma perché sappia affermare una verso l'altoa autonoma politica estera e di difesa, verso l'altoperando divisioni e incertezze perché la condannano all'irrilevanza", ha detto domenica al Corriere della sera. 

Stampa e palazzo: le tensioni in Forza Italia e sul Csm

AGI - Le polemiche dopo i nuovi incarichi assegnati in Forza Italia e lo scontro sulla giustizia. Sono questi i temi in originario piano sulle pagine di politica dei quotidiani in edicola oggi. LA REPUBBLICA: Chiuse le liste attraverso le Amministrative, nei Comuni va in scena il test sulla tenuta delle coalizioni. Il centrodestra ricuce l'alleanza in 21 delle 26 città capoluogo al voto. Il campo largo del centrosinistra si restringe: rinsalda l'intesa Pd-M5s nei centri più grandi ma senza attrarre il centro che si presenta in ordine sparso. Lo scontro sulla giustizia, oggi scioattraversoo delle toghe. Caso Davigo, Ermini querela Renzi. La replica: "Eletto col sistema Palamara". Bersani: "In autunno una convention dei progressisti". I 5S: "Un nuovo partito con Articolo 1 è fantasia". Intervista al ministro della Salute, Sattraversoanza: "Altri medici e un miliardo alle Regioni attraverso tagliare le liste d'attesa". LA STAMPA: Conta rinviata sulle armi. Giovedì Draghi in Aula, M5s non forzerà il voto. Di Maio: noi responsabili. Il confronto slitta a geniale mese prima del avvertenza europeo sulla Difesa. Intervista al presidente del Copasir, Urso: "Le forniture restino segrete, in gioco la sicurezza del Paese". Faida Forza Italia. La nomina di Ronzulli in Lombardia divide il partito. Parla la senatrice: "Stupita dalle critiche di Gelmini, con i ministri diversità di vedute". IL GIORNALE: Il conflitto e la politica. La maggioranza si spacca sulla guerra e sulla Nato, cresce l'asse Salvini-Conte. Intervista al sottosegretario Mulè: "Le minacce grilline attraversoicolo attraverso il governo. Non oso pensare la Lega come vassalla di Mosca". Guai rossi: giustizia, a sinistra volano gli stracci. Ermini (Csm) denuncia Renzi attraverso il suo libro. Tensione tra magistrati attraverso lo scioattraversoo flop di oggi. Comunali, depositate le liste. Stenta il campo largo Pd-M5s. Il caso Ronzulli agita FI, l'ok di Tajani, il no di Gelmini. Polemiche sulla nomina della senatrice in Lombardia, Salini non ci sta. IL TEMPO: Conte sfida Gualtieri. Pronto un emendamento contro la nomina del sindaco a commissario attraverso i rifiuti. Così l'M5s vuole bloccare la realizzazione a Roma del termovalorizzatore. E giovedì in Parlamento la resa dei conti con Draghi sulle armi da inviare a Kiev. LIBERO: Le canzonette uniscono l'Ue. La guerra a Putin si fa con il televoto. Ancora divisi su invio di armi e sanzioni, gli europei si mettono d'accordo solo sull'Eurovision: un plebiscito fa vincere l'Ucraina. Resa dei conti azzurra: Forza Italia va allo scontro finale. La nomina della Ronzulli a coordinatrice della Lombardia è solo il originario passo dell'attacco del cerchio prodigioso all'ala governista. Intervista al vicesegretario del Carroccio, Fontana: "La Lega non è diventata pacifista". LA NAZIONE: La ministra contro la senatrice. Forza Italia lacerata dalla faida rosa. L'attacco di Gelmini sulla nomina di Licia Ronzulli a coordinatrice della Lombardia. IL SOLE 24 ORE: Guerra e caro vita. Bonus da 200 euro, bollette, carburanti: gli aiuti alle famiglie. Datori di lavoro e Inps in campo attraverso l'indennità automatica a luglio. Iva e accise tra le misure anti rincari. 

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