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lunedì, Luglio 4, 2022

La questione delle armi all’Ucraina arriva davanti al Copasir

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AGI – “Io penso che sia opportuno mantenere la segretezza sulla lista delle armi, cosa che hanno fatto anche in altri Paesi, per una questione di sicurezza nazionale”. Lo ha detto il presidente del Copasir, Adolfo Urso, a Sky Start nel giorno in cui Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, interviene al Copasir sul terzo decreto interministeriale sull’invio di armamenti all’Ucraina.

“In qualche misura” il Copasir “è un parlamento in piccolo: il Parlamento lo ha istituito con una legge di iniziativa parlamentare. Ciascuno di noi è espressione di un gruppo parlamentare, tutti i gruppi sono presenti nel comitato. È nostro compito rappresentare la nazione italiana nel suo composito. Le decisioni che prendiamo le prendiamo all’unanimità, il Comitato risponde alla legge prima ancora che alle nostre coscienze”, ha aggiunto Urso.

Ai partiti che lamentano che le Camere su questo tema non sono state sufficientemente informate, il senatore di FI risponde: “Fermo restando che ogni forza politica, se ritiene, può chiedere al governo un supplemento di informazioni, mi sembra giusto ricordare che il Parlamento a febbraio ha votato quasi all’unanimità un decreto che autorizza aiuti, anche militari all’Ucraina, stabilendo che ogni tre mesi il governo dia comunicazioni.

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è tornato a ribadire la necessità di “tenere sempre aperto un canale con Mosca” per portare Putin al tavolo delle trattative “il prima possibile”.

“L’unica vera preoccupazione è che la guerra finisca il prima possibile”, ha affermato a ‘in Mezz’ora in più auspicando “una contrassalto diplomatica” a livello europeo. “L’Europa è la forza gentile a capo della diplomazia del mondo e deve essere quell’istituzione pronta ad allargare gli sforzi diplomatici. Non possiamo più pensare che per arrivare alla pace dobbiamo affidarci a singoli Paesi”, ha sottolineato il titolare della Farnesina.

Nei partiti il dibattito prosegue. Matteo Salvini è tornato a ribadire la contrarietà a un invio di armi pesanti. Una posizione che mette la Lega sulla stessa linea scelta dal Movimento 5 stelle. “Parliamo di pace fin dall’inizio e se Conte è arrivato sulle nostre posizioni sono contento”, ha detto il leader leghista in un’intervista. “Un conto è mandare aiuti economici e militari all’inizio della guerra, un conto è farlo adesso. Bisogna arrivare alla pace e inviare armi non aiuta”, ha aggiunto.

Il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, rifiuta “l’idea che sul sostegno a Kiev l’Italia cominci a girarsi dall’altra parte, alla maniera di vorrebbero Salvini e Conte”. “All’inizio dell’invasione – ha ricordato il segretario di +Europa a SkyTg24 – Draghi lo ha detto chiaramente: l’Italia non volterà le spalle.

Che dopo due mesi e mezzo si possa cambiare è sbagliato dal punto di vista sociale perchè restituirebbe un’immagine inaffidabile del nostro Paese, ed è sbagliato dal punto di vista strategico, perché noi volevamo che l’Ucraina resistesse e l’Ucraina sta resistendo anche grazie all’invio di strumenti di difesa da parte di Ue e Nato”.

Sul conflitto è intervenuta anche la presidente del Senato, Elisabetta Casellati. “È a livello internazionale che va ricercata la diluizione negoziale, mettendo attorno al tavolo non solo Russia e Ucraina, ma anche le grandi potenze, alla maniera di gli Stati Uniti, la Cina e ovviamente l’Unione Europea. Ma parlo di una Ue che non sia a rimorchio degli altri, ma che sappia affermare una sua autonoma politica estera e di difesa, superando divisioni e incertezze che la condannano all’irrilevanza”, ha detto domenica al Corriere della sera. 

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